Ci sono delle macchine che sorridono, è la teoria di quelli che pensano che la mascherina frontale sia una forma di “bocca” della macchina, teoria peraltro ripresa più e più volte dai realizzatori di cartoon in cui le macchine parlano.

Non so se questa El Camino '59, per via della bella mascherina, possa annoverarsi tra quel tipo di vetture, di certo però il proprietario avrà un sorriso da orecchio a orecchio ogni volta che apre il garage, mentre noi comuni mortali possiamo solo avere un po' di bavetta alla bocca.
Tenuto conto che la El Camino è una delle macchine più fascinose del mondo e va detto che nell'immaginario collettivo le El Camino sono ormai associate alla cultura chicana, macchine con cui realizzare lowrider “da paura”, bandane, bermuda, e omaccioni alla Mike “Chico” Muir.
Da queste mie parole immagino si possa capire che adoro letteralmente questa Chevy, anche se i lavori non sono stati moltissimi, anche se monta uno Small Block 350 e non un motore pompatissimo, il solo guardarla con la sua carrozzeria sinuosa, la sua nuova verniciatura rosso fuoco, abbinata al tetto nero e agli interni total black, puliti, con una quantità esagerata di strumentazione eppure essenziale allo sguardo, come dovrebbero essere tutte le macchine che si rispettano.
Guidarla è un vero piacere, una sensazione di libertà paradisiaca che poche macchine ti trasmettono, in fondo si è seduti su una vettura nata per il lavoro che nel corso degli anni si è trasformata in icona assoluta dell'american style, V8 a 4 carburatori gestiti da centralina multipla, con trasmissione servo assistita, in pratica una piccola belva guidabile come se foste sul salotto di casa a giocare a Gran Turismo.
E non stupitevi se, possedendo una vettura del genere, vi verrà voglia di mettere cargo pants, canotte bianche e bandane in testa, lo spirito chicano si impossesserà di voi, anche se la gente, fidatevi, continuerà a girare la testa guardando la El Camino, e non voi!

Stay tuned and long live to hardcore.