Un’esplosione di colori, un trip lisergico all’interno della cultura underground degli anni 90, un viaggio di una mente disturbata che, partendo dagli anni ’70, arriva fino ai giorni nostri con una virata allucinata e profondamente kustom.

La colpa delle sue allucinazioni bisogna darla per forza di cose all’amore per la cultura skate, a nottate intere trascorse a ritmo di punk e di rock bastardo, a centinaia di fanzine divorate e agli ettolitri di inchiostro sottopelle, ma soprattutto le moto e le auto americane, per molti un sogno, per tantissimi uno stile di vita.
Uno stile di vita che inizia da giovanissimo a cercare di capire, ad interpretare, ad amare e, infine, a cercare di farlo proprio, di assimilarlo al suo essere artista reinterpretandolo personalmente nei suoi lavori.
Pedri Autero, giovane disegnatore e illustratore dei giorni nostri, ha studiato Belle Arti alla Universidad de La Laguna, e attualmente vive a Tenerife, lavorando come creativo e grafico, cercando di rendere compatibile al massimo un lavoro “normale” con la sua passione per la Kustom Kulture.
Verso la metà degli anni Novanta il suo nome e le sue opere iniziano a circolare in alcune fanzine locali, con soggetti sociali e politici, ma anche inizia a bazzicare la scena kustom con vignette comiche dallo humour portato da personaggi parecchio detestati dai più.
Parliamo di quei personaggi che popolano la nostra fantasia e i nostri migliori sogni di appassionati di quel mondo, mostri, pinup, diavoli dal ghigno beffardo e diavolesse dalle forme prorompenti, auto che sgommano nere e fiammanti nella notte e chopper dalle forme improbabili, che solo nei peggiori (o migliori, dipende) sogni riescono ad andare in moto e, con un burnout selvaggio, schizzare via.