Se consideriamo poi che la moto è stata costruita non da una sola persona, ma da un gruppo di amici, svizzeri di Ginevra, che rispondono al nome di Kustom Syndicate, tutti ovviamente con il pallino del kustom, di quelli che nutrono la passione assoluta per quello che gira attorno ad un motore e due ruote, beh, considerato tutto questo possiamo intuire che questi due anni non siano stati lunghi da trascorrere, ma siano volati via tra chiacchiere, progetti, giri in moto, party, birre e rock’n’roll in sottofondo. Serate tra amici, quelli veri, quelli con cui condivideresti anche l’ultimo bullone della tua Harley.
Questo è lo spirito che anima i ragazzi di Kustom Syndicate, e questo è lo spirito che sta alla base della realizzazione del “The Green Grasshopper” (“la cavalletta verde”, NdR), uno splendido chopper costruito sulla base di un telaio CFL della West Coast Choppers, motorizzato Panhead Replica della S&S da 93 ci., una scelta inusuale che coniuga piacevolmente il vecchio (il Panhead “teste a padella”, risale al 1948, anno in cui sostituì il Knucklehead, per essere poi a sua volta sostituito nel 1965 dallo Shovelhead), e il nuovo, con un telaio di non recentissima creazione, ma comunque del XXI° Secolo concepito da Mr. Jesse James. Old School & new school, quindi. Il vecchio e il nuovo che si incontrano, e collaborano insieme ad un risultato decisamente interessante.
All’anteriore è stata collocata un’intramontabile forcella modello Springer, che stringe tra le sue lunghe gambe un cerchio Chica Customs gommato Avon Speedmaster, e lo stesso Chica Customs fornisce il cerchio posteriore gommato però Cooker. Una scelta quasi obbligata, volendo creare un chopper dal sapore retrò.
Il resto della moto è frutto di una ricerca spasmodica del pezzo o dell’accessorio più azzeccato, come ad esempio il manubrio, studiato, piegato a mano da Nash e fissato direttamente senza risers alle piastre, le manopole Hippy Killer, le leve Performance Machine, il parafango anteriore… ahah, ci eravate cascati! Niente parafango anteriore, mentre a quello posteriore ci pensa ancora Chica, un filoruota minimalista che abbraccia perfettamente la gomma.
L’impianto di scarico è fatto in casa, il serbatoio della benzina, così come tutta la verniciatura della moto, di un bellissimo verde candy metalflake, battuto a mano e decorato da Mr. Black Sheep in persona, specializzato appunto nelle decorazioni. Se volete vedere le sue creazioni straordinarie, date un’occhiata al loro sito, c’è da rimanere a bocca aperta!
Non vogliamo dilungarci ulteriormente, anche perché, a meno di darvi le inclinazioni del telaio, i dati strettamente tecnici, o i codici colore scelti per la verniciatura, abbiamo di fronte un chopper talmente bello nella sua semplicità, che non ci vengono certo in mente numeri e cifre, ma il sapore del vento tra i capelli, casco permettendo, il piacere di guidare seduti con il culo a due spanne da terra, la bellezza dei raggi del sole che si riflettono, rifrangendosi, in questo verde mare metalflake. Tutte sensazioni ben note ai ragazzi di Kustom Syndicate, dei quali torneremo a parlarvi prossimamente, considerando quanto sono prolifici nella realizzazione di queste moto, che da sempre, sanno come farci battere forte il cuore.