Il 2006 è l’anno in cui sono stati invitati a creare ed esporre le loro moto Paul Cox e Keino di Indian Larry Legacy, Aaron Greene di Paramount Custom Cycles, Eric Gorges di Voodoo Choppers e Gard Hollinger di L.A. Choprods. Ognuno di loro ha presentato la sua special, e le 4 moto di quell’anno sono state esposte in giro nei vari Show tra i quali la Daytona Bike Week, il R.O.T. Rally, il Laconia Bike Rally, la Daytona Beach Biketoberfest, e il Fort Lauderdale Bike Rally. Uno degli aspetti più interessanti del tour era la possibilità per gli spettatori, incaricati di dover eleggere la più bella, di vincere e portarsi a casa proprio le quattro moto.
Doveroso preambolo a parte, Gard e il suo socio Jay "J-Bear" Brown di LA Choprods vengono contattati da Carrie Repp del Roadhouse Tour, che li invita a partecipare al concorso. Accettano ovviamente senza esitare, anche se si presenta loro un piccolo problemino: la data della Daytona Bike Week, l’evento più importante del tour, si svolgerà a distanza di una settimana.
Inizia così la settimana più intensa della loro vita professionale, 7 giorni di tempo per ideare, raccogliere, creare, assemblare, provare e mettere su strada la special da presentare al pubblico.
Non c’è mica da preoccuparsi, anche se il tempo è poco, Gard è uno di quelli che, seppur venuto alla ribalta da poco, lavora sui motori da ormai 40 anni, e sulle moto da 25. Uno di quelli che per tenersi allenato costruisce il telaio, che dopo colazione batte a mani nude i fogli di alluminio del serbatoio della benzina… uno di quelli che non si scoraggiano facilmente, insomma.
E le idee per la costruzione della moto le ha ben chiare in testa, probabilmente era un progetto che già da qualche tempo sognava di realizzare, una moto che unisse in sé sia l’ebbrezza della velocità ma da raggiungere divertendosi. In fondo tutta l’industria del custom non è nient’altro che un’immensa fabbrica di giocattoli per far divertire noi malati di kustom.
Detto questo, ci sono voluti 3 giorni per creare a mani nude il telaio, che costituisce in pratica ¾ di moto. 3 giorni per prender misure, tagliare, piegare, saldare, e come se ciò non fosse bastato, ha aggiunto un’ulteriore coefficiente di difficoltà: i tubi sono dei 1018 DOM in acciaio, cavi al loro interno, con il preciso scopo di fare, oltre che da telaio, anche da serbatoio dell’olio.
Come potete immaginare, se togliamo ad una settimana 3 giorni di lavoro dedicati al telaio, rimangono solo 4 giorni per completare l’opera. E per completarla degnamente vengono chiamati in campo le migliori aziende in grado di fornire quello che manca alla moto (ovvero tutto): la S&S per quanto riguarda il motore, che replica uno Shovelhead, che urla la sua potenza tramite due scarichi alti fatti in casa, la Performance Machine ha fornito invece i bellissimi cerchi a 5 razze, mentre la Trac Dynamics, leader nelle forniture permoto sportive e dragster entra in gioco con una forcella anteriore a steli rovesciati. Giusto per dovere di cronaca, dobbiamo citare anche la ISR, la Baker Transmission, la Goodridge USA e la FMF Racing, aziende senza le quali questa splendida boardtracker non sarebbe diventata facilmente realtà. Un gioco di squadra, con un capitano, Gard Hollinger, di lunga e grande esperienza.
D’altronde, non è mica da tutti riuscire a mettere su strada una show bike in una sola settimana di tempo!