I due fratelli Coen, JC e Jimmie Lee, appartengono a quella schiera di customizer che preferiscono cercare e segnare il proprio territorio, la propria strada, piuttosto che seguirne una che altri hanno creato. I loro maestri ispiratori sono gente del calibro di Joe Martin di Martin Bros, Matt Hotch o Billy Lane, gente che ha inventato uno stile personale, piuttosto che copiare o reinterpretare qualcosa di già esistente.
I fratelli Coen, proprietari della Three Two Choppers, come questi personaggi appena citati, hanno scelto una strada, hanno trovato il loro stile personalissimo, e da allora non hanno modificato di una virgola il loro statement. Da 18 anni ormai lavorano sulle moto, e si sono affermati, prima nella loro cerchia di amici, poi nel mondo custom, per le loro creazioni esagerate, quasi visionarie, sicuramente d’effetto, come la L’30, il massiccio chopper che vi presentiamo.
Partendo da un telaio costruito in casa, studiato per poter ospitare un must della Three Two Choppers, ovvero la gomma posteriore enorme, una Avon Venom da 300, quasi sproporzionata rispetto al resto della moto, che si presenta invece molto esile, e dà l’idea, se non fosse per il posteriore, di essere manovrabile come una bicicletta.
Il blocco motore è un 96 pollici fornito dalla S&S, che trasmette il movimento alla ruota tramite una primaria scoperta, come su ogni chopper che si rispetti, Primo Rivera Brute IV.
Le ruote sono sicuramente l’altro elemento che attira l’attenzione nella vista laterale della moto, due bellissimi cerchi Pickard USA modello Solid, da 21’’ all’anteriore e da 18’’ al posteriore, due cerchi pieni verniciati di nero che fanno pendant con il nero del telaio, del parafango posteriore fatto in casa e battuto a mano, e con la forcella anteriore, una Jeri’s Springer inclinata di 30 gradi.
Una volta ingranata la prima, e lanciata la moto a velocità, ci vuole un impianto frenante all’altezza della situazione: ecco che entra in gioco infatti la Brembo, azienda italiana leader nella frenata, sinonimo di sicurezza e prestazioni elevate, che fornisce la base dell’impianto poi modificata dai fratelli Coen.
Il telaio ovviamente è un rigido, e ad alleviare un po’ le sofferenze provocate dalle asperità del terreno al pilota ci pensa una molla montata sotto la sella, minimalista, costruita e rivestita in cuoio da Duane Ballard, un vero artista del settore.
La vista posteriore ci regala l’armonia creata dalla luce posteriore a led, montata su un braccio che esce dalla geometria del telaio tanto quanto esce, sulla parte sinistra, il serbatoio dell’olio, che altrimenti sarebbe sembrato un brutto orpello piazzato lì per sbaglio. Invece tutto risulta studiato nei minimi dettagli, cercando di raggiungere la perfezione anche adottando misure drastiche e soluzioni poco usuali.
Qualcuno di voi si starà sicuramente chiedendo il significato del nome dell’azienda. Beh, come dicono i due fratelli, la matematica è tutto nella vita, e tutto è matematica, i numeri sono ovunque, soprattutto nel settore del motociclismo, dove i numeri sono fondamentali. E poi, alcune strane coincidenze hanno deciso per loro il nome: il figlio di Jimmie è nato alle 4.32, il figlio di JC è nato alle 8.32. E una volta, cercando il verniciatore di fiducia, ne trovano uno, gli chiedono il numero di telefono, all’interno del quale sono contenuti, non una ma ben due volte, i numeri 3 e 2. Giocoforza a questo punto scegliere Three Two Choppers come nome di battaglia.
Ve l’avevamo detto che questi ragazzi sono ben strani…