Ce lo dimostra questo bobber, preparato da Bob, con l’aiuto dei ragazzi di Sickboyz Customs, promettente azienda con sede a qualche km da Londra, che avevamo già conosciuto in occasione del chopper dall’esplicito nome “Besame el Culo”.
In fatto di nomi sanno il fatto loro, non c’è nulla da dire: se vi dicessimo che questo bobber si chiama “8OBBA”, cosa vi aspettereste di trovarvi davanti? Esattamente questo: un bobber semplice e funzionale all’uso.
Il telaio rigido, single downtube, è stato fornito dalla Fenland Choppers, azienda specializzata proprio nella costruzione di telai per chopper e bobber. Gli stessi che hanno fornito il serbatoio dell’olio a botte perfettamente rotondo decorato con un pinstriping, del quale si è occupato, insieme alla decorazione Stig di Sickboyz Customs.
A tenere ben saldo questo bobber alla strada ci pensano due cerchi da 21” all’anteriore, con 60 raggi cromati, e un 16” al posteriore, anch’esso da 60 raggi cromati, ma in grado di montare un pneumatico da 200, per una perfetta tenuta di strada. All’ammortizzazione ci pensa una Springer verniciata in nero, accorciata di 2 pollici, sormontata da un faro automobilistico riadattato dal diametro di 7” (che a prima vista potrebbe stonare un po’) e impreziosito da una verniciatura in ottone, colore che va a posarsi sui dettagli più interessanti del bobber, come ad esempio il fanale posteriore, una replica Norton, modificato a led, inserito nel corpo di un faro di una Chevrolet dei tardi anni 30; l’ottone lo troviamo anche sui comandi del manubrio e sulle pedane, fornite dalla Kustom Tech.
Il dettaglio più curioso lo troviamo sul serbatoio della benzina: di base è un Mustang modificato, impreziosito dallo stemma in metallo rubato ad una Hudson del ’49.
Ad evacuare i gas ci pensano due scarichi Supertrapp, presi dal catalogo Paul Yaffe.
Una moto per nulla scontata, risultato della cooperazione e delle sbornie condivise da un gruppo di amici, che condividono innanzitutto la passione, ancor prima che lo show business. Da queste parti si pensa a costruire moto funzionanti, non espositori da catalogo pieni di cromature e led e lucette varie.
In fondo, d’altronde, questo era lo spirito originario dei bobber, che dio abbia in gloria chi ha ben pensato, a suo tempo, di modificare il primo…
God bless 8OBBA!