Parliamo di vecchi motori rubati all'oblio del tempo, scovati quasi per caso in vecchi casolari o in mercatini dell'usato frequentati da pochissimi appassionati, parliamo di oggetti riposti in uno scatolone per chissà quale progetto futuro.
E' quello che troverete nel garage-officina Saint Motorcycles, interessante realtà che si sta facendo notare, ultimamente, nel ristretto giro degli estimatori di questo tipo di moto.
Moto costruite in primis con passione, poi con vecchi pezzi di scarto e, infine, con quello che manca, e che viene costruito a mano appositamente per il progetto.
In realtà, in una moto come la Saving Grace, di costruito appositamente c'è ben poco. Ma quel poco è fondamentale: il telaio e il serbatoio dell'olio, giusto per citarne un paio.
Il motore, come abbiamo appena detto, è un vecchio Triumph, originariamente montato su un chopper, con tanto di forcella girder che, se ve lo facessimo vedere, non credereste ai vostri occhi, trovandovi davanti la Saving Grace.
Un restyling praticamente totale: ciò che prima era un chopper, adesso è un ben più guidabile bobber. Ciò che prima era nero e fiammato, adesso è giallo e dorato. Ciò che prima era tozzo, adesso si allunga armoniosamente, protendendosi nel senso di marcia, come a voler aggredire la strada.
Saranno le gomme larghe, sarà la linea del telaio, sarà il serbatoio dell'olio incastonato perfettamente, o il serbatoio della benzina appoggiato delicatamente, quasi in bilico, sul telaio. Sarà l'unione di tutti questi elementi, a far si che questo bobber si differenzi dagli altri che in genere si vedono in giro. Anche se lo stile ricorda vagamente - ma forse non troppo - quello giapponese di questi tempi, dei vari Zero Engineering, Chica e compagnia bella. Niente di male, ovviamente: ad ispirarsi a mostri sacri di questa levatura, e sapersi avvicinare al loro livello, seppur mantenendo l'artigianalità della produzione, c'è da togliersi il cappello dalla testa.
Jeff è uno che, seguendo la vecchia scuola, riesce a coniugare perfettamente il vecchio e il nuovo, preferendo, ovviamente, quei pezzi che profumano di passato, e che hanno su di sè almeno 3 dita di polvere. Echi del passato, ricordi di qualcosa che fu, e che, con qualche sapiente ritocco, può ancora essere. Mai dimenticandosi che, in fondo, seguendo la filosofia del bobber, meno c'è e meglio è.
Come recita il famoso proverbio... "l'essenziale è invisibile agli occhi".
Provate a guardare queste foto: qual'è l'essenziale invisibile agli occhi? Quella passione profonda per certi "ferrivecchi" che spinge a perder notti intere di sonno per trasformare un ammasso informe di ferro e lamiera, in una splendida creazione come la Saving Grace.
Piccola curiosità sul nome: Grace era il nome del chopper di Nicolas cage, protagonista del film "Ghost Rider". Alla lontana, il famoso chopper di partenza ricordava proprio Grace, da cui è nato - o per meglio dire, rinato - il bobber attuale. Un salvataggio in extremis da cui il nome "Saving Grace".