Se esistesse la specialità olimpica del "salto sulla sedia" sicuramente avrei stabilito un record quando ho visto per la prima volta le foto del sidecar Union, realizzazione divinamente sfornata da Samuele Reali, titolare di Abnormal Cycles.

Non ci ha stupito per tecnicismi assurdi, per la potenza, per la lista di componenti, per colori sfavillanti. La Union ci ha stupito per l'armonia, per la bellezza oggettiva di una tre ruote che rimarrà negli annali del Kustom.

 

Qualche ora fa stavo sfogliando un magazine italiano e mi è capitato di imbattermi in un commento ad una fotografia che cito testualmente: "La fase di rifinitura è sicuramente quella più ingrata e dura nella costruzione di una special".
Non sono un customizer di professione ma sicuramente passo molte ore in officina e mi sento di dissentire profondamente al commento sopracitato.

Capita a tutti, credo, di osservare preparazioni a due ruote e chiedersi qual'è stata la linea guida che ha portato il customizer a realizzare il lavoro e se il risultato finale era programmato in ogni suo particolare.
Ci sono momenti che viene da chiedersi "ma perchè ha fatto questa cosa?", sopratutto quando si vedono lavori poco armoniosi.

Della Falcon Motorcycles ne hanno parlato, in giro per il globo, più o meno tutti. Articoli su questa company sono comparsi sui più disparati media, dalle riviste di settore, ovviamente, a riviste meno canoniche, come potrebbero essere Playboy, GQ, Forbes, Esquire.
Tuttavia, non ci stupiremmo di trovare un articolo su una rivista di poesia e letteratura, poiché proprio di questo stiamo parlando, di poesia. Su due ruote, ovviamente.

C’è un po’ d’Italia, in questa moto. A partire dal nome, evocativo di velocità, e coraggio, e strade polverose, e vecchie auto che a malapena raggiungevano un centinaio di km/h di velocità massima ma che, trattandosi di auto di inizio secolo, davano l’impressione di filar via a velocità stratosferiche.

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